Risultati immagini per paulownia pianta

CERCHIAMO TERRENI IN AFFITTO per piantare la ricercatissima pianta 

paulonia.    388 583 29 29 PARLIAMONE

Seguono alcune indicazioni

INDICE:

1 tipologia terreno

2 preparazione terreno

3 messa a dimora

4 caratteristica pianta

5 coltivazione

6 concimazione

7 velocita' di crescita

8 proprieta

9 dati tecnici e caratteristiche

1.TIPOLOGIA TERRENO 
Idonei:Terreni profondi drenanti, min. 15 mt di terra prima di bancata rocciosa o falda acquifera;Terra mista roccia di piccole dimensioni;Terra mista sabbia;terra mista argilla non superiore al 20%. Da 20 a 30% trattamento terrenoPH ideale tra 5,5 e 8 unità
Non idonei:Terreni con bancate di roccia o falde acquifere in superficie;Terreno con argilla superiore al 20%;Terreni non drenanti e ristagni di acqua;Terreni confinanti con stagni salmastri;Terreni con salinità;Terreni con pendenze non accessibili a mezzi meccanici.Terreni non accessibili a mezzi per taglio e trasporto
2.PREPARAZIONE TERRENO
Il terreno deve essere arato ad una profondità di 70/90 cm con vomere o ripper nel caso sia da tempo non utilizzato. Aratura 40/50 cm nel caso sia terreno soffice lavorato di recente. Nel caso di un terreno molto sfruttato (povero) è necessitario concimare, possibilmente con prodotti naturali o idonei preparati composti misti. In superficie la terra deve essere soffice e preparata con rompizolle/fresatura.
3.MESSA A DIMORA
La messa a dimora può essere effettuata tutto l’anno in zone a clima temperato, dove l’esposizione al freddo è limitata al periodo di gennaio – febbraio.Per le altre zone la messa a dimora deve essere effettuata da marzo/aprile a settembre/ottobre. La messa a dimora in prossimità dei periodi autunnali quando le temperature scendono abbondantemente sotto 0°C, è opportuno seppellire più profondamente l’apparato radicale ed il tronchetto legnoso quasi sotto le foglie, per evitare il gelo che è letale nei primi 60 gg., periodo nel quale la pianta prepara l’adattamento radicale al terreno. La densità d’impianto è di 600 piante per produrre legno d’opera. Da 1200 a 3300 piante ettaro per produzione di solo biomassa. Nel primo caso avremo un sesto d’impianto di 4×4 mt. N.B. Le piante da mettere a dimora hanno 20 settimane di vita e vengono consegnate in vaso plastico 10×10, con apparato radicale sviluppato e stelo legnoso. E’ molto importante porre attenzione al momento della messa a dimora per non danneggiare l’apparto radicale. Una corretta operazione evita la cosiddetta moria post-piantumazione. L’estrazione dal vasetto deve essere effettuata immergendo il vasetto in acqua per l’espulsione dell’aria; poi è opportuno capovolgere la pianta tenendo tra le dita il tronchetto legnoso ed estrarre il blocco di terra e radici dal vasetto plastico evitando pressioni sui lati del vasetto medesimo che potrebbero lesionare le radici. In seguito si prepara un buco di 20 x 20 x 20 cm nel suolo dove si depositerà la pianta che andrà coperta con terra soffice nella misura di 2-3 cm sopra l’apparato radicale. Si consiglia di esercitare una lieve pressione sul terreno senza schiacciare l’apparato radicale. Infine innaffieremo subito con circa 2 lt. acqua.Le piante vengono consegnate perfettamente vegete e la moria per difetto è dichiarata ed accertata in massimo nella misura dell’1%. Quando si verifica una moria per difetto dopo la messa a dimora, si può notare come il tronchetto legnoso rimanga compatto con la radice. Nella moria per errata piantumazione o conduzione, il tronchetto legnoso si separa facilmente dalla radice. In moltissime piantagioni esistenti, la corretta messa a dimora ha portato a moria zero. Un’errata messa a dimora, comporta ritardo nel periodo di preparazione radicale al suolo o moria. Ogni giorno di ritardo incide su una mancata crescita di 5/6 cm in altezza. Per la messa a dimora verrà effettuata la dimostrazione dal nostro collaboratore di zona. Eventuale moria per difetto della pianta si manifesta al massimo entro 30 gg. In questo caso, entro la percentuale stabilita e dichiarata dalla fabbrica di clonazione, la pianta verrà sostituita senza nessun esborso da parte del cliente. Diversamente, la moria, non imputabile al difetto, non verrà sostituita se non con spese a carico del coltivatore.
4.CARATTERISTICHE PIANTA
Il clone Paulownia selezionato si presenta totalmente ibrido. Si adatta a climi con temperature certificate da -15°C a +40°C. Tuttavia si è assistito alla sua sopravvivenza anche in coltivazioni sottoposte ad una escursione termica misurata da -30°C e +50°C. Resistente a malattie, non necessita di trattamenti antiparassitari, se non in casi estremamente particolari. Cresce bene con altri alberi; non è invasivo e accetta colture miste con cereali, leguminose, erbai, ecc. L’apparato radicale si sviluppa in modo fittonante ((tipo carota))    e con piccola radice ad ombrello a partire dalla base del tronco. La radice dominante a fittone può raggiungere, al massimo, uno sviluppo di 15/18 mt. La pianta può raggiungere i 25 mt ed in alcuni casi favorevoli anche superare tale misura, se non si effettuano i tagli triennali. 
5.COLTIVAZIONE
a) La pianta necessita di 50 gg per adattare l’apparato radicale al terreno. In questo periodo deve avere esclusivamente apporto d’acqua 3 volte a settimana, 2-3 ore al giorno, tramite gocciolatori da 2 lt/h, per tenere umido il terreno a circa 40 cm di profondità (salvo condizioni atmosferiche particolari e tipologia terreno). N.B. La pianta troppo irrigata muore per asfissia dell’apparato radicale. Nel periodo estivo e durante l’anno, secondo le zone e le condizioni climatiche, la pianta deve avere un apporto irriguo da 1000 a 1500 mc per ettaro, in funzione della tipologia del terreno più o meno drenante; l’apporto idrico è calcolato in zone con precipitazioni medie da 400 a 500 mm/anno. E’ necessario un impianto di irrigazione a goccia ed è molto importante, soprattutto durante il primo anno, tenere pulito da infestanti il terreno intorno alla base della pianta
b) Il “taglio tecnico” viene effettuato al primo inverno dopo la messa a dimora. Esempio: le piantagioni della primavera verranno tagliate nel mese di febbraio/marzo dell’anno successivo quando ancora le piante si trovano in situazione di “fermo vegetativo”; le piantagioni messe a dimora in autunno verranno comunque tagliate in febbraio/marzo (dell’anno successivo) per rinforzare la ripartenza. Questo ciclo va rispettato in quanto mai si taglia la pianta nel periodo di vegetazione e crescita. Dopo il taglio, la parte rimasta al suolo va protetta con una soluzione protettiva per evitare spaccature ed attacchi da agenti esterni. Le piante si tagliano solo se raggiungono un diam. minimo di 5/6 cm alla base (messe in primavera). Questa misura è garantita (anche 10/12) se la piantumazione, e successivamente la coltivazione, sono state eseguite correttamente.
c) Dopo il taglio tecnico, eseguito nel periodo invernale, il tronchetto al suolo, al raggiungimento di temperatura climatica 12°/14°C, presenterà la partenza di nuovi polloni. Entrati in sviluppo vegetativo e raggiunta un’altezza di circa 50 cm, i polloni verranno gradualmente eliminati, lasciandone uno solo in posizione contro vento, dominante rispetto al tronchetto. Il pollone rimasto subirà una veloce spinta di crescita come da tabella sotto. L’eventuale insorgenza di piccoli polloni sul nuovo tronco dovranno essere eliminati per fare in modo che la pianta presenti rami a partire da 5/6 mt di altezza dal suolo. Questa operazione permetterà di avere, al momento del taglio, un tronco perfettamente dritto con conicità 0,9 senza nodi e senza difetti.
6.CONCIMAZIONE
I concimi sono sostanze che, aggiunte al terreno, lo rendono adatto a nuove colture aumentandone il grado di fertilità. Possono essere organici ed inorganici e, in base all’elemento che contengono in maggiore quantità, si possono classificare in: azotati, fosfatici, potassici, calcici. Il nostro gruppo di lavoro, presente nella ricerca e sviluppo, ha prodotto un concime specifico per il clone da legno pregiato: “M&M BIO”. Questo prodotto funziona da equilibratore della flora batterica di terra e piante oltre a contenere tutti gli elementi necessari per il rapido e corretto sviluppo del clone. Viene anche impiegato per il bagno dell’apparato radicale, prima della messa a dimora, nella manovra di estrazione dal vasetto.
Azoto
L’azoto è l’elemento quantitativamente più importante per le piante; infatti influisce sullo sviluppo totale, dà alle foglie un bel colore verde intenso, prepara la fioritura ed irrobustisce la pianta. Fra i concimi azotati ricordiamo il nitrato di sodio ad azione molto rapida che dà risultati dopo solo sette giorni dalla distribuzione. Il nitrato di calcio oltre all’azoto contiene il calcio e serve a correggere terreni acidi. Il solfato ammonico ha un’azione più lenta ma accelera la decomposizione delle sostanze organiche che formeranno l’humus. L’urea è un concime sintetico introdotto nell’agricoltura da non molto tempo: contiene il 46% di azoto ed è uno dei concimi più attivi. Viene diluito in proporzione di 1:1000 con acqua; per la sua forte efficacia, se viene sparso in polvere deve essere mescolato a sabbia per avere una distribuzione più uniforme e meno concentrata.
Fosforo
Il fosforo è l’elemento che aiuta la pianta nella fioritura e durante la maturazione del legno. I concimi fosfatici più importanti sono i perfosfati minerali ed i perfosfati d’ossa, molto adatti a terreni calcarei. Nel periodo antecedente al taglio della pianta matura (8/10 mesi prima) si deve aumentare l’apporto di fosforo per la preparazione del legno. 
Potassio
Il potassio fra le altre sue proprietà possiede quella di accentuare il colore ai fiori; fra i concimi potassici ricordiamo il solfato di potassio ed il nitrato potassico che contiene anche azoto.
Concimi complessi
Nei concimi complessi i vari elementi come azoto, fosforo e potassio, nonché gli altri necessari in minime quantità, sono presenti in forma solubile, prontamente assimilabile e perfettamente equilibrata secondo le proporzioni ideali per il benessere della pianta. I vantaggi offerti dai concimi complessi sono molti: maggiore facilità di trasporto e di conservazione (minore ingombro) semplicità di distribuzione sul terreno e notevole risparmio di tempo, migliore utilizzazione da parte della pianta, dovuto soprattutto al fatto che tali concimi vengono preparati in forma granulare per cui ogni granulo è un piccolo alimento completo contenente tutti i principi nutritivi. 
Concimi di natura organica
Letame o stallatico è il concime ideale per la preparazione del terreno prima della piantumazione perché ricco di elementi di fertilità (20-30 ton/ha periodo invernale), rende più compatti i terreni sciolti e più sciolti i terreni compatti; per le fermentazioni che lo trasformano riesce ad alzare la temperatura del terreno. Altri concimi organici sono il sangue secco proveniente dai macelli ed opportunamente lavorato, la farina di ossa, le alghe marine, la cenere di legna, ecc.
CENERE DI LEGNALa cenere di legna è utilizzata in agricoltura come fertilizzante sin dai tempi antichi. Studiandola da vicino, notiamo che è composta principalmente da fosforo e potassio, due dei tre macroelementi fondamentali per le piante. Purtroppo manca d’azoto, il terzo nutriente essenziale per i vegetali, consumato durante la combustione insieme a una buona parte di sostanza organica contenuta nel legno.
concime incompleto x la nabcanza ncanza di azoto, ciò non toglie che sia un vero toccasana per gli ortaggi, specie se si considera la presenza al suo interno di molti microelementi utili, quali calcio, rame, zinco, fluoro e magnesio.la cenere è un ottimo fertilizzante, a meno che non derivi da materiale verniciato o trattato con composti chimici, evitate ceneri di questo genere.La cenere di legno è un ottimo concime da distribuire e interrare nel terreno dell’orto in fase di lavorazione preliminare, oppure da ripartire omogeneamente sul suolo, tutt’attorno alle colture in atto. Non solo, se aggiunta al letame in fase di fermentazione, ne velocizza il processo e ne migliora le qualità in termini di elementi nutritivi.Allo stesso modo, se mischiata al cumulo del compost, rende più rapida la degradazione della materia organica e genera un concime ricco e bilanciato.
Utilizzate la cenere di legna nell’orto per integrare le dotazioni di fosforo e potassio del suolo ma state attenti a non eccedere con le dosi. Il pH basico di questo concime potrebbe alterare gli equilibri del terreno fino a renderlo inospitale per le piante. Viceversa, chi possiede un terreno acido, può usare la cenere di legna per per cercare di riportare il suolo a tenori di acidità ottimali, quelli indicati per coltivare la maggior parte delle orticole.
Utile anche contro le lumacheLa cenere di legna può essere utilizzata anche nella lotta a lumache e limacce, basterà creare delle fasce di cenere alte circa 2 cm e larghe poco più di 5 cm a difesa degli ortaggi. Noterete che questa barriera sarà invalicabile per questi due nemici dell’orto fintanto rimarrà asciutta, dopo una pioggia infatti dovrete ricostituirla.
Quantità
M&M BIO : 500ml diluiti in 100lt di acqua per bagno apparato radicale – messa a dimora (1ettaro). Per concimazione: 2lt diluito in 600lt di acqua (10 lt per pianta) una volta ogni 20 giorni. Nel primo anno si possono somministrare azoto 0,250 UF/pianta o concime ternario. Dal secondo anno la dose può essere raddoppiata ( a seconda della tipologia del terreno). 
Concimi complessi (per ettaro): 1° anno 2,50 q.li;  2° anno 3 q.li;   3° – 10° anno 4 q.li
Concimi organici (per ettaro): 1° anno 3 ton;  2° anno 4 ton;  3 °– 10° anno 5 ton.
N.B. I dati sopra riportati sono generici.
7.VELOCITA’ DI CRESCITA
  
 8.PROPRIETA’
La pianta si trasforma in albero dopo taglio tecnico ed arriva alla maturazione legnosa verso l’ottavo anno se le condizioni sono rispettate. Viene impiegato soprattutto come Biomassa o complementi di Falegnameria, per via della sua struttura morbida e facilmente lavorabile. Le parti più piccole del tronco superiore (scarto) sono oggi molto usate per la produzione di cassette ed imballaggi.
Al secondo taglio (16 anni totali), avendo l’apparato radicale raggiunto un maggiore sviluppo, l’albero sarà di dimensioni leggermente più grandi. Oggi la Paulownia è usata per alberare strade urbane e parchi cittadini e, grazie alle sue foglie molto grandi con superficie morbida, l’albero viene utilizzato come barriera contro il rumore e le polveri. Paulownia ha trovato largo impiego per le zone franose grazie alla sua radice fittonante con veloce sviluppo. Il fogliame, grazie alle sue alte proprietà nutritive, può essere utilizzato come alimento in zootecnia. Paulownia ha una fioritura molto rigogliosa di colore rosa-violaceo con forma a campana e molto profumata. In apicoltura, un ettaro di coltivazione (600 piante) può produrre da 700 a 1000 kg di saporito miele. 
9.DATI TECNICI E CARATTERISTICHE
Densità – legno verde 800 kg/m3 
– legno secco 350 kg/m3 

Colore: bianco-giallastro 
Durezza: 1,4 KN
Flessibilità: 6,3 GPa
Resistenza trazione: 42 MPa
Resistenza compressione: 20 MPa
Resistenza perforazione: elevata
Umidità (% base umida) 29,9
Essicazione naturale: 40 gg.
Analisi immediata (% base secco):
– cenere (550 °C) 1,1
– volatile 81,7
– carbone stabile 17,2
Analisi elementare (%base secco): 
– carbone 49,5
– idrogeno 6,4
– azoto 0,24
– polvere 0,2 Potere calorifico
– inferiore (umidità = 0,0% b.h.) 4.430 Kcal/kg
– inferiore (umidità = 29,9% b.h.) 2.940 Kcal/kg

STORIA

La Paulownia compare in Europa agli inizi del 1800, importato dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Prese il nome attuale dalla nobildonna russa Anna Pavlovna, figlia dello Zar Paolo I (1818). Si diffuse a metà del secolo anche in Italia su tutto il territorio per le sue qualità.

E’ un albero dal portamento maestoso e fioriture molto decorative, con foglie cuoriformi, tomentose, e che a fine primavera produce fiori di colore bianco o lilla, profumatissimi, riuniti in grandi corimbi, i frutti autunnali sono capsule ovali, ricoperte da una peluria dorata.

La Paulownia è un albero conosciuto anche sotto il nome di “Albero della Principessa” o “Albero dell’uccello Phoenix, albero di essenza dura con la più veloce crescita  del mondo. Se è coltivato in condizioni corrette, il CLONE SELEZIONATO PAULOWNIA può superare un altezza di 15 metri in 3 anni, ottimo per produrre legname. Almeno 6 specie di Paulownia sono conosciute: P.Elongate, P.Fargesii, P.Fortunei, P.Giabrata, P.Taiwaniania, P.Tormentosa: è anche conosciuta sotto il nome di Kiri; Paulownia è coltivata in Cina da almeno 3000 anni, negli USA dall’anno 1700 e in Giappone dall’anno 1970, quando il legno di Paulownia è  diventato un’ affare per l’export di miliardi  di dollari. Nell’ anno 1972 è cominciato lo studio in laboratorio, per migliorare la qualità della pianta, fino al raggiungimento, nel 2007, di una pianta perfetta per la coltivazione e produzione del legno in tempi molto rapidi, il CLONESELEZIONATO PAULOWNIA non è un OGM. Sviluppo e ricerca in laboratorio centro sperimentale Europeo Reg. CPVO (Community Plant Variety Office).

PROPRIETA’

Conosciuta in industria del legno e del mobile come “l’alluminio di legno’’, il CLONE SELEZIONATO PAULOWNIA è il 30% più leggero di qualsiasi altro tipo di legno paragonabile, di essenza dura. Il Clone Paulownia  è resistente alla torsione (cresce dritto), è resistente alla contrazione (non si spacca) e in genere è resistente alla deformazione, resiste a temperature da  -30 a + 50°C.  Ha un legno bello, pulito e nitido. Non ha nodi, è considerato legno di categoria A.

Con le sue proprietà di granulazione fine il CLONE SELEZIONATO PAULOWNIA  è un albero dal legno eccezionale per travi, produzione mobili d’arredo, compensato, case prefabbricate e semifabbricate, pannelli interni per le costruzioni, legno da cantiere e qualsiasi altro utilizzo. E’ un legno pregiato ed utilizzato per interni di yacht, finiture di alto prestigio (la radice è utilizzata per interni Rolls Royce). Il Clone Paulownia è cresciuto come una fonte di bio-combustibile, un passo importante per risolvere la crisi energetica. L’albero naturale si rigenera con i suoi sistemi esistenti alla radice, guadagnando il nome di “Albero dell’uccello Phoenix’’.

IL FATTORE ECOLOGICO

Si può raccogliere ogni 3 anni, senza ripiantarla. Le sue foglie hanno una crescita velocissima ed una capacità enorme di assorbimento del biossido di carbonio e polveri, un ottimo nutrimento per bovini e ovini. Il tronco cresce perfettamente dritto e senza nodi per 6 Metri circa.

La WELL FORESTRY WORLDWIDE – CARBON EMISSIONS ha riconosciutoil CLONE SELEZIONATO PAULOWNIAcome miglior assorbitore di anidride carbonica, restituendo ossigeno nell’atmosfera, dichiarandola pianta per il futuro dell’umanità, grazie alle sue proprietà di sviluppo e rigenerazione. Ogni ettaro di piante (circa 600) assorbe in un anno 1200 ton. di biossido di carbonio (pari alle emissioni rilasciate da un’ auto in 100.000 km percorsi).

ALTRE INFORMAZIONI

La famiglia di piante Paulowniaceae include numerose specie; ma grazie a una selezione artificiale si sono ottenute delle specie sempre più adatte alle esigenze e alle attese della gente.
Nel corso degli ultimi decenni furono realizzate numerose ricerche di laboratorio il cui scopo finale consisteva nella modifica genetica del seme di Paulownia, oltre a garantire la sopravivenza, anche per conservare il ritmo di crescita e le qualità in presenza d’inverni molto gelati ed estati siccitose, con temperature sempre più alte riscontrate nel nostro paese. Gli specialisti hanno concluso che l’unica specie Paulownia che fa fronte alle notevoli differenze di temperatura da una stagione all’altra (-30°C fino a +45°C), senza perdere le sue qualità e senza rallentare il suo ritmo di crescita, è la Paulownia Tomentosa.

Paulownia Tomentosa è un albero foglioso che raggiunge la maturità a un’altezza di 30 m, con foglie grandi cuoriforme e una superficie fino a 60 cm. I suoi fiori compaiono d’estate con una corolla viola tubolare, e il suo frutto è una capsula secca marrone con migliaia di semi.
Cresce molto bene in un’ampia varietà di suoli, essendo ideali i terreni umidi, ben drenati e gli ambienti argillosi.

Il tronco principale è verticale con rami che crescono in un angolo di 45-60 gradi rispetto al suo fusto; la larghezza della corona ricca può raggiungere oltre a otto metri. Il suo legno è di colore chiaro, con una granulazione sottile e molto leggera, resistente a contorsioni.
È noto al livello mondiale grazie alla sua crescita rapida all’incirca di 4-5 m l’anno e alla sua capacità di rigenerazione dal proprio fusto; dopo ogni taglio, un nuovo rampollo occupa il posto del tronco tagliato.

Un alto vantaggio dell’albero Paulownia Tomentosa è rappresentato dalla sua resistenza a temperature basse fino a meno 30 gradi, ma anche a temperature elevate di +45 gradi. È l’unica specie di Paulownia che resiste alle differenze così grandi di temperature da una stagione all’altra; questo è anche il motivo per cui i nostri specialisti non consigliano la piantata di alcune specie Paulownia in Romania. Anche se altre varietà sopravivranno e resisteranno alle condizioni pesanti soprattutto durante il periodo invernale del nostro paese, il ritmo di crescita (trattandosi del ragionamento da cui si parte in questo investimento) e la qualità del legno saranno svantaggiati.

Paulownia Tomentosa rappresenta l’equilibrio che compensa sia la necessità di carbone, il rimboscamento dei terreni sia la necessità del legno, essendo un albero impressionante che fornisce legno da costruzione, combustibile e compie allo stesso tempo i requisiti del ventunesimo secolo nel risolvere i problemi ecologici.

CURA

 

Se si vuole coltivare l’albero Paulownia Tomentosa per il suo legno – per ottenere dei fusti dritti, lunghi, già dai primi 2-3 anni di crescita, è essenziale rispettare i requisiti che riguardano la coltivazione delle specie a tal scopo. A breve si tratta dei seguenti:

  • La scelta del luogo di ubicazione della piantagione di Paulownia significa identificare un terreno con un’esposizione soleggiata (orientazione SE, S, SO), a suolo ben drenato, con una leggera inclinazione. Si terrà conto anche del fatto che questa specie preferisce le aree a riparo dei venti freddi invernali;
  • Il terreno destinato alla coltivazione sarà arato profondamente (35-40 cm) e poi fresato a fresa rotante. L’applicazione di alcuni concimi chimici (NPK 14:10:20 o 12:10:18) come fertilizzazione di base è certamente consigliata;
  • La strutturazione del terreno in strati innalzati è opzionale, ma presenta dei vantaggi tali come: un miglior drenaggio, l’assicurazione di una profondità superiore dello strato di suolo per la radice e il riscaldamento più rapido del suolo di primavera. Se il suolo del terreno è ben drenato con terra gialla sabbiosa, posto in un’area caratterizzata spesso da una primavera precoce, gli strati innalzati non sono necessari;
  • La piantata delle piantine avviene in file dritte a distanze di 4 m tra loro. Il periodo ideale per piantare è la primavera, dopo gli ultimi geli, in modo che la pianta possa formare una radice lignificata quanto più forte per tutta la durata della primavera, dell’estate e dell’autunno. In novembre, una volta con l’apparizione dei primi segni di brina, il nostro albero entrerà in un periodo di riposo vegetativo, le sue foglie essiccheranno e l’intero tronco si taglierà dalla sua base. Nonostante il carattere drastico di tale procedura (la pianta avrà a questo punto all’incirca 4 m), è essenziale seguirla perché attraverso questa procedura si prova il rafforzo della radice fittone della pianta per il suo sviluppo più rapido. Questo aiuterà la pianta la primavera successiva a nutrirsi da sola, raggiungendo la sua radice, il sistema delle acque sotterranee che esistono nel suolo.
  • Prima di ogni operazione di piantata, assicurarsi che la riserva d’acqua del suolo sia sufficiente. Se il suolo è troppo secco, soprattutto in profondità, si consiglia un’umidificazione (irrigazione) di approvvigionamento con almeno 200-250 m3 acqua/ettaro (20-25 l/m2), con 24-48 ore prima del momento della piantata. La riserva d’acqua del suolo al momento della piantata è un aspetto critico nel successo di una piantagione di Paulownia;
  • Dopo la piantata, l’approvvigionamento costante con acqua è altrettanto un problema fondamentale. La modalità di umidificazione consigliata è l’irrigazione a gocciole formata da tubazioni di nebulizzazione. Come già affermato, molti investitori di Romania preferiscono sfruttare i benefici offerti dalle zone rurali del nostro paese, dove i costi con la forza di lavoro sono più bassi, rispetto ad altri Stati Europei. Per la riduzione dei costi, secondo la superficie della piantagione di Paulownia Tomentosa, è possibile scegliere anche un sistema d’irrigazione mobile con cisterne con acqua, trattori con rimorchio o del carro.
    Il regime sostenuto di umidificazione, in associazione con la fertilizzazione a fasi, garantisce l’ottenimento di un regime sostenuto di crescita in particolare nelle prime fasi di vegetazione. Paulownia Tomentosa preferisce le umidificazioni abbondanti, giornalieri (8-10 l/pianta), nelle prime due-tre settimane di piantata. Questa tipologia di umidificazione (in abbondanza) è preferibile alle umidificazioni brevi e frequenti. Dopo le prime settimane, la pianta ha bisogno in modo continuo di acqua: la piantagione Paulownia Tomentosa avrà un ritmo di crescita proporzionale con la quantità d’acqua che riceverà!
  • Come misure di coltivazione, il suolo sarà mantenuto pulito e libero da erbacce per sarchiatura ed erbicidi. È molto importante mantenere il suolo libero da erbacce, soprattutto nei primi anni di vegetazione (a causa della concorrenza per le fonti di acqua e nutrienti). Se il suolo è pulito, una sarchiatura superficiale (a 2-5 cm) mensile sarà sufficiente;
  • Negli anni successivi, dopo lo sviluppo del proprio sistema di radici, la quantità d’acqua può essere ridotta, essendo necessaria l’irrigazione della cultura soltanto nei periodi molto siccitosi;
  • La raccolta degli alberi inizia a distanza di 3-4 anni secondo lo scopo per cui Paulownia Tomentosa è stata piantata e secondo le condizioni di crescita; a causa della grande velocità di sviluppo, le culture destinate alla biomassa possono essere raccolte periodicamente a intervalli di tempi molto brevi. Come nel nostro paese gli inverni sono molto duraturi e poiché le temperature basse s’incontrano dal mese di novembre e si mantengono anche nei mesi di marzo e aprile, gli specialisti consigliano in Romania il taglio degli alberi Paulownia Tomentosa coltivati per legno da costruzione una volta a quattro anni;
  • Il taglio degli alberi si realizza al livello del suolo; dalla stessa radice crescerà un altro albero. Il processo può essere ripetuto più volte durante la durata di vita dell’albero’ un albero Paulownia Tomentosa sano può arrivare a vivere tra 80 e 100 anni.

In caso degli alberi Paulownia Tomentosa coltivati come legno da costruzione, dopo 3-4 cicli di taglio (circa 15 anni), la piantagione deve essere rinnovata con piantine giovani, perché all’inizio si ridurranno tanto la qualità del materiale legnoso quanto il ritmo di crescita degli alberi piantati.